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Mauro Martino

Principal Research Scientist presso MIT-IBM Watson AI Lab Cambridge, Massachusetts (USA).

Biografia

La sua ricerca si concentra sull'intersezione tra intelligenza artificiale, visualizzazione dati e network science, con l'obiettivo di trasformare informazioni complesse in strumenti interattivi e intuitivi che rivelano pattern nascosti nel mondo. Mauro Martino è Principal Research Scientist e Direttore del Visual Artificial Intelligence Lab presso il MIT-IBM Watson AI Lab di Cambridge, Massachusetts. È inoltre Professor of Practice presso la Northeastern University. Di origine italiana, Martino ha conseguito il dottorato di ricerca in Design e Tecnologie presso il Politecnico di Milano, svolgendo parte della sua ricerca come affiliato presso il SENSEable City Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Questa formazione interdisciplinare ha plasmato il suo approccio, che unisce rigore scientifico e sensibilità artistica nella creazione di modelli di machine learning più trasparenti e comprensibili. Riconosciuto come pioniere nell'AI Art e nella Data Art dal 2008, Martino ha sviluppato progetti di risonanza globale. Tra questi, "AI Portraits", un'esperienza virale di intelligenza artificiale generativa, e "150 Years of Nature", commissionato dalla prestigiosa rivista scientifica e premiato con il Webby Award. Le sue opere sono state esposte in contesti internazionali come la Biennale di Venezia e la Serpentine Gallery di Londra, e le sue ricerche pubblicate su riviste scientifiche di primo piano quali Nature, Science e PNAS. Il lavoro di Mauro Martino si allinea strettamente con i principi di un'AI etica e orientata all'uomo. La sua enfasi sulla creazione di modelli di intelligenza artificiale trasparenti e intuitivi, unita alla sua convinzione che l'AI possa potenziare l'espressione umana mantenendo "un'anima nella macchina", sottolinea un impegno verso lo sviluppo di tecnologie che supportino e migliorino l'esperienza umana. Ha discusso pubblicamente come l'AI possa aiutare a identificare i bias e a esplorare nuove soluzioni per affrontarli proattivamente.