Massimo Bisogno
Direttore Ufficio Speciale per la Crescita e la Transizione al Digitale
Biografia
Massimo Bisogno è l'attuale Direttore dell'Ufficio Speciale per la crescita e la transizione digitale della Regione Campania, dove ricopre anche il ruolo di Responsabile della Transizione al Digitale dell'Ente. Nato a Salerno nel 1971 e laureato in Scienze dell'Informazione, Bisogno vanta una pluriennale esperienza nel settore pubblico e privato, focalizzata sulla realizzazione di progetti complessi di trasformazione digitale.[1] La sua carriera è caratterizzata da un profondo impegno nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, prima come consulente e successivamente come dipendente di enti locali e territoriali. Nel suo ruolo in Regione Campania, assunto da aprile 2021, è responsabile della definizione e attuazione delle linee strategiche per la riorganizzazione e la digitalizzazione dell'amministrazione regionale, in linea con l'articolo 17 del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD).[1] Le sue competenze spaziano dalla pianificazione dello sviluppo digitale del territorio alla governance unitaria delle infrastrutture, dei servizi e degli ecosistemi digitali, con un'attenzione particolare alla sicurezza informatica e allo sviluppo della Banda Ultra Larga.[2] Un'area di significativa influenza è la sanità digitale, dove ha progettato e coordinato il sistema SINFONIA (Sistema INFOrmativo saNità campanIA), un modello che integra dati clinici, economici e gestionali.[2] Sotto la sua direzione, la Campania ha raggiunto importanti traguardi, diventando la prima regione in Italia per numero di referti erogati tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico nel 2023.[3] Ha inoltre promosso lo sviluppo di strumenti regionali come il portale e l'app "Salute del Cittadino", che offrono accesso semplificato a servizi sanitari essenziali, con oltre 1 milione di utenti.[2] Massimo Bisogno è riconosciuto per la sua capacità di coniugare la conoscenza dei processi amministrativi con l'expertise informatica, facilitando un cambio culturale necessario per la piena adozione delle nuove tecnologie nella PA.[4] La sua visione si estende al coordinamento con le amministrazioni pubbliche nazionali e al coinvolgimento di cittadini, imprese e stakeholder per un'agenda digitale inclusiva e orientata alla crescita.[1][2]
